Into the wild a Minorca

Per l'estate 2013 ho avuto non poche difficoltà nello scegliere la meta delle tanto agognate vacanze. Non ero psicologicamente pronta ad affrontare numerose ore di volo per visitare dei posti che, anche se incredibili, si trovavano a chilometri e chilometri da casa. Così ho cercato nella rete delle reti fotografie di luoghi meravigliosi, pieni di avventura e allo stesso tempo non così lontani, quando tutto ad un tratto.... ho scelto. Andata in agenzia ho prenotato un volo e un hotel che mi avrebbe lasciato direttamente su una delle quattro isole Baleari: Minorca.  Il costo importante di queste ferie è stato pienamente ripagato dalla settimana piena di sensazioni e meraviglie che quest'isola mi ha permesso di scoprire nel tempo della mia permanenza.
Alloggiavo in un bell'hotel a Cala en Bosc - Apartamentos Princesa, abbastanza distante dalla capitale Maò, ma vicino a una delle città principali, Ciutadella, che si presta idealmente per i divertimenti notturni o le passeggiate romantiche mano nella mano. La spiaggia vicina all'hotel, devo dire la verità, non mi ha per niente entusiasmato.
Il primo giorno che, per forza di cose ho trascorso lì, mi ha fatto mettere in dubbio la scelta, inizialmente così sicura, della mia meta balneare. Ecco perchè, chiedendo informazioni al personale della reception (che si è dimostrato fin da subito molto amichevole e pronto a soddisfare ogni mia richiesta), ho deciso di noleggiare un'auto, mia fedele compagna di viaggio per le successive cinque giornate.
Posso dire fieramente che Minorca è stata esplorata in tutto il suo perimetro: dalle spiagge calme del sud come Cala Macarella, a quelle più irte e frastagliate del nord di Cala Pregonda, per poi ammirare numerosi fari e luoghi mozzafiato del territorio interno. Vi premetto che la peculiarità di questa esperienza è stata la ricerca della REALTA', perciò dimenticatevi spiagge fitte di ombrelloni con il barman che fa servizio al tavolo; entrate piuttosto nell'ottica di zaino in spalla, cappellino, vestiario comodo e lunghe scarpinate! Ammetto che anche per me a volte è stata dura, ma quando si arriva nella tanto agognata meta, si penserà solamente: “Sì! Ne è valsa la pena!”.
Spiagge immacolate che si stagliano su lunghi rettilinei di sabbia bianchissima, mari cristallini che giocano con le diverse tonalità di blu e l'orizzonte che accoglie le imbarcazioni bianche intente a godersi un po' di mare calmo. Tutte le spiagge non attrezzate sono state per me una manna dal cielo e un contatto diretto con la natura e lo spirito del luogo, cosa che oggi viene sorpassata da una realtà fittizia, ricreata per “assecondare” i turisti. Di una bellezza ineguagliabile è la spiaggia di Cala Binigaus.
Ho dovuto percorrere un lungo sentiero poco battuto all'interno della pineta, discendere dei tratti rocciosi non proprio sicuri e sopportare il caldo che, già alle 10 di mattina, inizia a farsi pressante, ma una volta arrivati sullo spiazzo che lascia intravedere solo un piccolo scorcio di mare, si rimane estasiati dalla vista che appare. Un deserto bianco, pulito e dall'acqua cristallina, incornicia il panorama di un quadro che solo pochi pittori hanno la capacità di ricreare. Lì, la giornata trascorre veloce, anche se bisogna sapersi adattare per la mancanza di servizi e di anima viva, ma quando arriva l'ora di tornare verso casa non si riesce a trattenere una lacrimuccia di tristezza.
Il suo opposto è Cala Pregonda, situata nella costa alta dell'isola. Le sue spiagge sono controllate dalle alte coste frastagliate che troneggiano sul mare che è mosso in continuazione da un vento insistente. Le onde scure e minacciose che sbattono lungo i fianchi delle pareti rocciose non invogliano i viaggiatori a godere delle acque del Mar Mediterraneo. Solamente i più intrepidi non si lasciano scoraggiare. Io ci ho rinunciato quando un'onda, più incattivita rispetto alle sue compagne, mi ha sommerso e trascinato fino a riva, impedendomi di respirare e scatenando le risa dei pochi bagnanti intenti a sonnecchiare sulla riva. Che bella figura! A parte questo, anche il nord ha molto da offrire: dai sentieri su cui culminano i fari, di fondamentale importanza per i marinai, la terra rossa che da un tocco focoso al territorio, e perfino i totem che occupano lunghi tratti di territorio.
Minorca ha inoltre accolto il popolo della notte, regalando un'atmosfera briosa sommersa di leggenda e permettendo feste che si spengono solamente quando il sole fa capolino. Di cosa sto parlando?? Ma ovviamente di Cova d'en Xoroi, una caverna scavata nella roccia dalla forza erosiva del mare, in cui aleggia la leggenda di un pirata che utilizzò questo antro come sua casa nascosta.
Un'altra esperienza che io vi consiglio di fare è l'uscita in catamarano. Partendo da Fornells si inizia la gita su quest'imbarcazione che, lasciando il porto, introduce alla scoperta di luoghi sconosciuti e immacolati che assomigliano a un giardino dell'Eden acquatico. Sostando poi in una piccola insenatura si può godere del caldo sole, accompagnare i pesci nella loro nuotata e anche sfruttare l'aperitivo sorseggiando spumante e sgranocchiando qualche snack.
Alla partenza ho pianto. È stato un po' come lasciare uno spicchio di cuore nell'isola eterna, però che vi posso dire...quando si avvicineranno i giorni della malinconia una parte di me saprò di poterla ritrovare lì!

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